nota

Nel lavoro di Laura Viale natura e artificio, realtà e finzione, sono il campo per la ricerca di soglie percettive sospese tra esperienza sensibile e astrazione.

Molti dei suoi progetti prendono forma attraverso la fotografia, intesa come pratica contemplativa che consente allo sguardo qualche secondo in più rispetto al tempo che abitualmente gli è accordato, così come lunghe esposizioni permettono all'obiettivo di rivelare ciò che con gli occhi a volte si vede, ma spesso non si trattiene.

Viale utilizza anche altri media, realizzando disegni, installazioni, video e lavori digitali. Questi ultimi, pur avendo origine da uno scatto fotografico, si allontanano dal legame immediato con la realtà, verso una formalizzazione esplicitamente astratta.

Il carattere non documentario dei suoi lavori e un approccio, ricorrente nelle diverse tecniche di cui fa uso, che lascia spazio all'inaspettato e all'evenienza della casualità, suggeriscono atmosfere di cui fruire senza condizionamenti narrativi o spazio-temporali.

La ricerca "en plein air" e la relazione fisica con l'ambiente in cui lavora sono componenti importanti del suo processo creativo. Attraverso la natura – in contesti urbanizzati quanto in luoghi selvaggi – esplora spazi di possibile intersezione tra il mondo esterno e quello interiore.

I "paesaggi" di Viale sono inviti a coltivare un modo contemplativo di guardare il mondo, che è, oltre al suo significato personale, un'importante pratica ambientale.