nota

Nel mio lavoro natura e artificio, realtà e finzione, sono il campo per la ricerca di soglie percettive sospese tra esperienza sensibile e astrazione.

Molti dei miei progetti prendono forma attraverso la fotografia, intesa come pratica contemplativa. Così come lunghe esposizioni permettono all'obiettivo di rilevare ciò che con i nostri occhi a volte si vede, ma spesso non si riesce a trattenere, fotografare consente allo sguardo qualche secondo in più rispetto al tempo che abitualmente gli accordiamo. Il risultato è un'immagine che a sua volta può invitare alla contemplazione.

I miei lavori fotografici, passati e recenti, non hanno carattere documentario, anzi propongono un'atmosfera di cui fruire senza condizionamenti narrativi spazio-temporali, aperta alla percezione e all'immaginazione.

Ho utilizzato e utilizzo anche altri media, realizzando disegni, installazioni, video e lavori digitali. Questi ultimi, pur avendo origine da uno scatto fotografico, si allontanano dal legame immediato con la realtà, verso una formalizzazione esplicitamente astratta.

Recentemente, tornano più presenti la ricerca "en plein air" e la relazione fisica con l'ambiente in cui lavoro, con un particolare interesse verso le componenti psicologiche del paesaggio. Attraverso la natura – in contesti urbanizzati quanto in luoghi selvaggi – esploro spazi di possibile intersezione tra mondo esterno e quello interiore.