Fotografie, 1997-2009

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Con la serie Contemplando la notte con tre occhi (1997), inizio a osservare la natura attraverso l'ampliato spettro luminoso offerto dal paesaggio contemporaneo, in cui nuovi colori fatti di luce artificiale si mescolano ai "vecchi" colori fatti di materia.

Il titolo di questa prima serie rimanda al quadro di Friedrich Due uomini che contemplano la luna e a un'idea anche romantica di percezione del paesaggio. Suggerisce anche un approccio meditativo che caratterizza tutta la mia ricerca: se l'occhio è l'organo della luce e della coscienza, permettendoci di vedere il mondo e conferirgli realtà, l'obiettivo fotografico diventa qui un "terzo occhio", per fissare ciò che con gli altri due a volte si vede, ma spesso non si riesce a trattenere.

Fotografo "en plein air", al crepuscolo o durante la notte. Luci colorate, trovate o aggiunte ai luoghi in cui mi trovo, illuminano i miei soggetti. Lasciando l'obiettivo aperto per diversi secondi, il colore della luce s'imprime sulla pellicola, amplificando la percezione che se ne avrebbe a occhio nudo.

Fotografare significa letteralmente "disegnare con la luce": potrei dire che disegno su un foglio nero - la notte - con una tavolozza fatta di colori proiettati. Non vi è post-produzione, considero le mie immagini "virtuali" non più di quanto le possa definire come "differenti percezioni del reale".