PL, 2004-2006, 00/00, 2006, Dodici, 2007

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Nelle serie PL, acronimo abbreviato di Punto, linea, superficie, il punto di partenza desunto dal mondo naturale è restituito con una diversa interfaccia.

Una fotografia di paesaggio è trasferita in un programma vettoriale, attraverso un processo delegato al computer e aperto alla casualità. L'incapacità del software a compiere una curva, se non riducendola in infiniti segmenti, genera oltre alla figura di sintesi, dove è invisibile la frammentarietà del segno, una serie di tracciati che visualizzano la costruzione del disegno. Questi ultimi diventano oggetti in MDF e stampe fotografiche digitali.

Dallo stesso processo hanno origine le immagini del video 00/00, che immerge l'osservatore in un ipnotico, indecifrabile quanto seducente ambiente digitale in continua trasformazione.

Questi lavori evidenziano il "paesaggio" elettronico sottostante a buona parte del nostro quotidiano ambiente visivo, che si presenta come una complessa astrazione. È uno spazio percettivo simile a quello creato da certa musica contemporanea, dove i ruoli del compositore/interprete e dello strumento sono sempre più ridotti, in favore di un ambiente musicale in cui i suoni si sostituiscono alla composizione di note.

Nell'installazione Dodici, un singolo quadro, costruito con una minima porzione di segni, vive della sua potenziale moltiplicazione infinita. Come una particella di musica elettronica, il quadro si ripete in loop.

Video 00/00